New York, concorso sulla pasta vincono 3 chef non italiani

30 Giu 2017

Nella cucina new american si fa sempre più strada la pasta. Che da simbolo dell’immigrato italiano (“maccherone”) diventa elemento di fascino per l’alta ristorazione. Complici pastifici che lavorano sulla qualità e sulla diffusione della cultura della pasta, l’ingrediente tipico del made in Italy acquisisce appeal gastronomico e i cuochi si cimentano in ricette lontane dallo stereotipo della vecchia trattoria.Se ne è visto un saggio durante “Il primo di New York”, una competizione tra cuochi dei ristoranti newyorkesi, organizzata dal Pastificio Di Martino di Gragnano e ospitata nella prestigiosa sede del James Beard Foundation a Manhattan. Su 60 chef iscritti alla gara, 10 sono arrivati in finale, di cui sei italiani che lavorano a New York. A sorpresa su tutti e tre i gradini del podio si sono piazzati i non italiani, con vittoria a unanimità per Joshua Pinsky del ristorante Momofuku Nishi, seguito da Ed Schoenfeld, del RedFarm, e Garrison Price de Il Buco Alimentari & Vineria.

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